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sabato 30 ottobre 2021

10 FILM ITALIANI PER LA NOTTE DI HALLOWEEN

 Quando si avvicina la notte di Halloween, non so perché, faccio incetta di film horror, andando alla scoperta di film dimenticati o riguardando quelli che più amo, cosa che non capita spesso. Sarà perché ritengo questo periodo dell'anno molto affascinante, sarà perché considero l'horror il mio genere cinematografico preferito, capace (quando ben approfondito) di scuotere l'animo umano e affrontare temi importanti. Per questo, come ogni anno, sono qui per consigliarvi 10 film horror per passare una paurosa notte di Halloween, anche se questa volta i consigli sono tutti made in Italy e ordinati cronologicamente. Partiamo: 

1) "I Vampiri" di Riccardo Freda (1957): 

questa pellicola viene considerata dai critici come il primo esempio di film horror italiano, quindi imperdibile .. anche se non si tratta di un vero e proprio film di vampiri, quanto di un film gotico unito al poliziesco, ambientato in Francia. Il film scorre bene ancora oggi e tratta il tema della vecchiaia. 

2) "Il mulino delle donne di pietra" di Giorgio Ferroni (1960): 

questo film, invece, viene considerato il primo horror italiano a colori. La pellicola risulta ancora oggi inquietante e riesce a mescolarsi bene con la fantascienza, poiché in questo film si parla di scienziati pazzi e della ricerca della vita eterna. Molto interessante ancora oggi. 

3) "I tre volti della paura" di Mario Bava (1963): 

non potevo non escludere il nostro grande Mario Bava da questa lista perché egli è il maestro per eccellenza dei film horror italiani; pensate, senza di lui non ci sarebbe stato Dario Argento! Questo film è ad episodi e ancora oggi riesce a regalare parecchi brividi allo spettatore. Gli episodi sono "Il telefono", "I Wurdulak" e "La goccia d'acqua". Il finale è spiazzante e innovativo allo stesso tempo. 

4) "Contronatura" di Antonio Margheriti (1969): 

film liberamente tratto da un racconto del grande Dino Buzzati, "Eppure bussano alla porta". Questa pellicola fu proibita ai minori di 18 anni << Per le forti immagini erotiche a sfondo masochista e lesbico, oltre a mescolare i tipici elementi dell'horror gotico>>. 

5) "Phenomena" di Dario Argento (1985): 

passiamo direttamente agli anni ottanta con questo film del nostro Darione Nazionale che ho avuto il piacere di rivalutare quest'anno. Nel film c'è una giovanissima Jennifer Connelly e tutti gli elementi tipici degli slasher anni '80. Il finale forse si incarta un po', ma qui Argento era ancora Argento, quindi si tratta di un film da non perdere!

6) "Dellamorte Dellamore" di Michele Soavi (1994): 

nella grande annata per il cinema del 1994, uscì anche questo film horror/comedy tratto da uno scritto di Tiziano Sclavi, che sembra anticipare le atmosfere di Dylan Dog. Film unico, folle, divertente e ambientato quasi interamente in un cimitero invaso dai morti viventi. Assolutamente imperdibile! 

7) "The End? L'inferno fuori" di Daniele Misischia (2017): 

film prodotto dai Manetti Bros. e ambientato interamente in un ascensore di una importante azienda romana. Il nostro protagonista, personaggio cattivissimo e ben approfondito, si ritrova bloccato nell'ascensore mentre intorno a lui scoppia una epidemia di infetti e dunque dovrà sopravvivere, ma non sarà per nulla semplice. In Italia di film horror meritevoli ce ne sono ancora e questo film ne è la prova.

8) "Il Signor Diavolo" di Pupi Avati (2019): 

grande ritorno alla macchina da presa per il Maestro Pupi Avati, qui in grande spolvero. Film horror dagli stilemi classici che fila via che una bellezza. Finale riuscitissimo. 

9) "The Nest - Il Nido" di Roberto De Feo (2019): 

horror strisciante, dalla regia lenta e calcolata, ma che riesce a colpire lo spettatore fin dall'inizio grazie alla sua atmosfera misteriosa e claustrofobica allo stesso tempo. Qui non posso rivelare nulla della trama perché è una pellicola che si basa interamente sui colpi di scena, dovete solo fidarvi ciecamente del mio consiglio ...

10) "Il mostro della cripta" di Daniele Misischia (2021): 

concludiamo con una comedy horror fresca fresca e appena approdata su sky. In questo caso vi consiglio ancora un film del buon Misischia (+ Manetti bros.). Film molto più leggero rispetto al precedente "The End?", ma pieno di passione per il genere cinematografico in questione. Secondo me un piccolo passo indietro per il regista, ma un film che vi consiglio anche solo per la prova del simpatico Lillo e per le scene splatter ben riuscite. 

giovedì 12 agosto 2021

THE SUICIDE SQUAD - MISSIONE SUICIDA : RECENSIONE

Dimenticate l'orrendo "Suicide Squad" del 2016 e tuffatevi in due ore e quindici minuti di divertimento assicurato con questo nuovo "The Suicide Squad - Missione Suicida" diretto da James Gunn, folle regista proveniente dal marciume dell'underground newyorkese, che ci regala questo frizzante reboot/sequel del primo fallimentare capitolo, che vedeva un gruppo di "super-cattivi" tentare di salvare il mondo. 

Questa nuova versione ha il pregio di eliminare gran parte dei vecchi personaggi poco approfonditi o mal scritti come il pessimo Will Smith sostituito con un grande Idris Elba; eliminato è anche il peggior Joker mai visto, quello di Jared Leto. Al contrario è stata mantenuta la meravigliosa Margot Robbie nel ruolo di Harley Queen, personaggio riscritto alla perfezione da Gunn, reso ancora più folle ma anche più consapevole e "indipendente". 

Gunn ha avuto carta bianca dalla DC (che non aveva più nulla da perdere dopo tutte le piccole fallimentari) e, premendo il piede sull'acceleratore, regala al pubblico una sceneggiatura libera, senza freni, piena di parolacce e piena di nonsense che risulta essere un vero spasso. Gunn riesce a far ridere dal primo minuto della morte, cosa per niente facile: chapeau! 

Nel film nulla viene risparmiato: c'è tantissimo splatter (ma di quelli divertenti) con scene di corpi smembrati, divisi in due, squartati, divorati; echi fortissimi, dunque, della TROMA (casa di produzione di B-movie, spesso commedie splatter, fuori dagli schemi ed eccessive) che ha fatto grande il nostro James Gunn. Finalmente un film di supereroi non è rilegato ad un pubblico fanciullesco, bensì adulto, per mezzo di un progetto maturo grazie al suo coraggio, alla potenza visiva e al fatto che diversi protagonisti periranno durante le varie missioni, cosa che raramente si vede in questi blockbuster. Non è un film perfetto: secondo me dura troppo poco e automaticamente alcuni personaggi risultano poco approfonditi (come quello interpretato dal wrestler John Cena); come detto, forse ci sono troppi personaggi e forse ci sono troppe missioni, che rischiano di far sembrare lo scheletro del film, a tratti, quello di un videogioco. Inoltre, l'inizio del film può spiazzare lo spettatore, ma non dico altro...

Nonostante ciò siamo di fronte ad una pellicola rivoluzionaria sia perché è impegnata socialmente (come gran parte della filmografia di Gunn): c'è una forte denuncia all'imperialismo americano e ai poteri forti in generale; sia perché reinventa il ruolo del cattivo e lo trasforma in outsider, rifiuto della società, antieroe destinato a diventare carne da macello (fateci caso, rispetto al film del 2016 qui non si usa mai la parola "CATTIVO" per i protagonisti della Squadra Suicida, cosa che ho apprezzato tantissimo!). Dannazione, riesce persino a commuovere nel finale (grazie Taika Waititi...). 

Insomma, in questo film c'è tutto quello che chiedo da un film di supereroi. Né più, né meno. Intelligente intrattenimento. 

giovedì 31 dicembre 2020

I FILM MIGLIORI E PEGGIORI VISTI NEL 2020

N.B. In questo articolo ho preso in considerazione esclusivamente i film usciti QUI IN ITALIA nel 2020.

Purtroppo, non ho visto tutti i film usciti nel 2020, ovviamente, quindi la mia classifica rimane un gioco, una lista di film che vi consiglio caldamente ordinati in base al mio gusto personale. Avrei voluto tanto vedere film chiacchieratissimi come “Il processo ai Chicago 7”, “Le strade del male”, “Da 5 blood”, “Mignonnes”, “His House”, ma per mancanza di tempo e di mezzi non ho fatto in tempo!

Questo 2020 non è stato ai livelli del 2019, dove erano usciti film come “Parasite”, “C’era una volta a Hollywood” e “The Irishman”, tuttavia sono rimasto molto soddisfatto dalle pellicole uscite in sala e, purtroppo, solo sulle varie piattaforme; di seguito, partirò con i film che mi hanno deluso, poi alcune menzioni speciali e, infine, terminerò con la classifica dei migliori film. Buona lettura!

FLOP:

“JUDY” di Rupert Goold (UK, 2019): il film sulla vita di Judy Garland, la bambina del Mago di Oz originale, è stata una delle prime delusioni dell’anno; il film mi ha annoiato a morte e ha il difetto di reggersi in piedi soltanto grazie all’interpretazione di Renée Zellweger. Nulla di male, direte voi … il problema è che non sopporto minimamente l’attrice in questione, che ogni secondo ci “delizia” con le sue faccette insopportabili …

“Il buco” di G. Gaztelu – Urrutia (Spagna, 2019): questo film molto chiacchierato, prodotto da Netflix, non ve lo sconsiglio completamente: esso vuole essere estremo e disturbante, a tratti ci riesce, ma ha un finale veramente poco riuscito che ribalta anche il senso del film … rimandato!

“Elegia americana” di Ron Howard (USA, 2020): doveva essere un film Epico, un racconto degli Stati Uniti attraverso tre generazioni, il film invece si è rivelato pieno di difetti: flashback ripetuti fino allo sfinimento, sceneggiatura debole, durata ridotta della pellicola, voce narrante inutile e noiosa ... di questo lavoro posso salvare soltanto le performance di due attrici straordinarie come Glenn Close e Amy Adams (finalmente profumo di primo Oscar per loro!), per il resto non ci siamo proprio, purtroppo.

“Antebellum” di Gerard Bush & Cristopher Renz (USA, 2020): questo film potrebbe essere un episodio di una delle ultime due stagioni di “Black Mirror”, e non è un complimento … si va sull’usato sicuro e si fa un brodo di Jordan Peele e di Shyamalan … davvero poco originale questa storia contro il razzismo, in compenso il film è girato e recitato molto bene. Lo trovate su Prime Video, ma non ve lo sconsiglio al 100%.

“Soul” di Pixas Animation Studios (USA, 2020): anche in questo caso si va sull’usato sicuro e si fondono i concetti già mostrati in “Inside Out” e “Coco” … il film è già considerato dalla maggior parte degli spettatori un capolavoro dell’animazione, a me non ha né emozionato, né divertito; peccato, anche perché il protagonista, professore e musicista jazz, è davvero simpatico.

MENZIONI SPECIALI:

“Memories of murder” di Bong Joon – Ho (Corea del Sud,2002): portato al cinema dopo il successo di “Parasite” ai Premi Oscar, è questo un thriller basato su una storia vera davvero spiazzante. Imperdibile.

“Odio l’estate” di Massimo Venier (Italia, 2020): dopo tre uscite disastrose, Aldo, Giovanni e Giacomo richiamano Massimo Venier alla regia (finalmente!!!) e sfornano un film veramente gradevole, divertente e commovente al medesimo tempo. Con i miei amici siamo usciti soddisfatti dalla sala. Da recuperare (su sky) se si è fan del trio comico!

“On the rocks” di Sofia Coppola (USA, 2020): dopo qualche anno di assenza la figlia di Francis torna con una gradevole commedia sul rapporto padre – figlia con un grande Bill Murray, che sostiene un po' la baracca. Piacevole.

“Buttiamo giù l’uomo” di B.S. Cole & D. Krudy (USA, 2019): un thriller senza grosse pretese ambientato nel freddo Maine; belle le ambientazioni, il film si salva anche grazie al suo lato tecnico.

“Ma Rainey’s black bottom” di George C. Wolfe (USA, 2020): di produzione Netflix, questa pellicola è nota, purtroppo, per essere stata l’ultima interpretazione di Chadwick Boseman (la “Black Panther” dei film Marvel) prima della sua prematura morte; film biografico sulla vita di Ma Rainey, importante cantante pioniere del blues, il film è da vedere soprattutto per le performance di Viola Davis e del compianto Boseman, per l’appunto.

TOP:

15) “Favolacce” di Fabio e Damiano D’Innocenzo (Italia, 2020): secondo film per i talentosi fratelli D’Innocenzo, premiato a Berlino per la migliore sceneggiatura; una serie di storie ambientate nella periferia romana, che poi si intrecciano, interpretate da attori molto bravi. Un film che rimanda al freddo cinema greco di Lanthimos. Promosso a pieni voti!

14) “Sulla infinitezza” di Roy Andersson (Svezia, 2019): questa pellicola del Maestro svedese, ha vinto il leone d’argento per la miglior regia al Festival di Venezia dello scorso anno ed è, dunque, un film che merita attenzione, tuttavia non aggiunge e non toglie nulla alla filmografia di Andersson; un film incredibile per chi non ha visto nulla di questo regista (per la messa in scena teatrale, fredda e grottesca e per il suo umorismo nerissimo), sostanzialmente inutile per chi, come me, ha già visto tutto del regista. Consigliato per i neofiti.

13) “1917” di Sam Mendes (USA-UK, 2019): c’è chi l’ha amato e odiato alla follia, io che l’ho visto in sala sono rimasto stregato; dalla trama semplicissima, quello che colpisce è la regia (un finto unico piano sequenza) e la fotografia del Maestro Deakins folgorante. Un film di guerra visivamente e tecnicamente incredibile.

12) “Jojo Rabbit” di Taika Waititi (Nuova Zelanda-USA, 2019): film tenerissimo e molto divertente, una storia per grandi e piccoli che tratta d’amicizia, di Nazismo e delle diversità; qualche scivolone nella parte finale da evitare, per il resto siamo di fronte ad un piccolo gioiellino.

11) “Tenet” di Cristopher Nolan (USA-UK, 2020): sfiora la top ten l’ultimo chiacchieratissimo film di Nolan, che in questo caso ritorna dalle parti di “Inception”, con una storia di fantascienza interessante, ma che ha una sceneggiatura troppo (volutamente) intricata! Un film visivamente pazzesco, con effetti speciali e scene al reverse degne di Nolan; un plauso a Ludwig Goransson per la migliore colonna sonora dell’anno.

10) “Mank” di David Fincher (USA, 2020): dopo anni e anni, Fincher porta sul grande schermo una sceneggiatura del padre, per questo film prodotto da Netlix (lo potete trovare sulla piattaforma in questione) girato con un bianco e nero stupendo, che ha dalla sua un Gary Oldman in stato di grazia; la storia ci parla della realizzazione della sceneggiatura di “Quarto potere”, uno dei film più importanti della settima arte. Un atto d’amore verso il cinema e verso i padri, con qualche difetto di tanto in tanto.

9) “I miserabili” di Ladj Ly (Francia, 2019): premio della giuria a Cannes per questo grandissimo lavoro – un film politico, complesso e molto doloroso, che ci mostra tutte le spaccature tra le varie culture presenti nel territorio francese; emblematiche e meravigliose le scene di apertura e di chiusura della pellicola. Un film prezioso, soprattutto per il popolo francese. Reperibile su sky.

8) “Diamanti grezzi” di Josh e Benny Sadfie (USA, 2019): reperibile su Netflix, il film dei fratelli Sadfie è una delle migliori soprese degli ultimi anni; un thriller senza un attimo di tregua, che vede come protagonista un Adam Sandler nel ruolo della vita, che interpreta un gioielliere ebreo alle prese con la malavita di New York e con una vita senza sosta, sempre alla (non) ricerca di qualcosa. Semplicemente straordinario.

7) “Richard Jewell” di Clint Eastwood (USA, 2019): anche a novant’anni il grande Clint non perde il suo smalto e ci regala un film toccante, che vi farà scappare qualche lacrima. La pellicola ricostruisce la vera storia di Richard Jewell, una guardia ingenua e in sovrappeso, che salvò migliaia di vite dall’attentato ad un concerto durante le Olimpiadi ad Atlanta nel 1996  (ma di questo film già ne ho parlato in una apposita recensione qui sul blog).

6) “Miss Marx” di Susanna Nicchiarelli (Italia-Belgio, 2020): la talentosa regista italiana, ritorna al cinema con un altro ritratto al femminile – dopo il biopic sulla cantante Nico – e ci racconta la tormentata vita di Eleanor Marx, donna anticonvenzionale ma vittima del suo tempo, figlia del filosofo del Novecento per eccellenza, Karl Marx. Un film punk, potente, con un cast internazionale di alto livello. Un ottimo lavoro, che mi ha conquistato fin dalla prima inquadratura.

5) “Red Post on Escher Street” di Sion Sono (Giappone, 2020): uno dei miei registi orientali preferiti in assoluto, Sion Sono (un tizio dieci volte più folle di Tarantino, per intenderci), sforna un’opera più quadrata e misurata, questa volta. Un atto d’amore verso i “deboli” del cinema, le comparse, e una condanna contro i potenti, i produttori! Degno di nota il finale spiazzante!

4) “Sto pensando di finirla qui” di Charlie Kaufman (USA, 2020): dopo anni, Kaufman, straordinario sceneggiatore e cineasta, torna con un film fortemente simbolico (lo trovate su Netflix), che gioca costantemente con lo spettatore; quest’ultimo, alla fine del film, potrà trarre le sue conclusioni su questa complessa pellicola, che gode di diverse chiavi di lettura. Geniale.

3) “The Gentlemen” di Guy Ritchie (USA-UK, 2019): dopo alcune uscite discutibili, il buon Ritchie ci sforna un film semplicemente … PAZZESCO! Un gangster movie di puro intrattenimento dalle trovate visive realmente geniali, con una sceneggiatura intricatissima ma divertente e tagliente, con un ritmo al cardiopalma, una colonna sonora strepitosa, un cast in stato di grazia (Matthew McConaughey, Hugh Grant e Charlie Hunman probabilmente nei ruoli della vita). Disponibile da dicembre su Prime Video, questo film è veramente imperdibile. Quando finirete di vederlo, vorreste farlo ripartire ancora e ancora e ancora …

2) “A hidden life” di Terrence Malick (Germania – USA, 2019): Malick torna ai fasti di un tempo, con questa pellicola che racconta la triste vita del contadino tedesco Franz Jagerstatter, beatificato dalla Chiesa Cattolica nel 2007, che si oppose fortemente al nazismo con atti davvero coraggiosi. Un film contemplativo, quasi spirituale, girato con la classica macchina a mano di Malick (che a me, personalmente, fa impazzire). Toccante, ma prezioso.

1) “Un altro giro” di Thomas Vinterberg (Danimarca, 2020): e al primo posto ho voluto inserire il film del regista coautore del dogma 95 (importante movimento degli anni ’90) e autore del capolavoro “Festen”, qui con un film più quadrato e forse meno folle, all’apparenza molto semplice, ma – in realtà – assai complesso, che lascerà libera interpretazione allo spettatore. La storia ci parla di quattro amici insegnanti che decidono di fare un folle esperimento, ripreso da una teoria filosofica, secondo la quale uno stato di costante ebbrezza porterebbe grandi benefici alla vita di tutti i giorni. Plauso alla scena finale, la migliore del 2020!

martedì 29 dicembre 2020

I MIGLIORI LIBRI LETTI NEL 2020

 Ecco i migliori libri letti in questo 2020. Un anno che, parlando di letture, è risultato anche superiore al 2019!

MENZIONI SPECIALI:

-         “AUTODISCIPLINA SENZA SFORZO” di Alex Antrilli: esordio di un giovane mio concittadino e coetaneo, che si è cimentato nel campo letterario con un saggio che intende migliorare l’approccio alla vita di tutti i giorni delle persone attraverso metodi innovativi e interessanti, come l’ascolto attivo.

-         “BLU QUASI TRASPARENTE” di Ryu Murakami: l’opera più celebre dell’“altro” Murakami, un romanzo psicologico dalla rilevante importanza storica, che descrive i giovani giapponesi degli anni ’70 all’insegna del life style “sex, drugs and Rock & Roll”.

Ed ora addentriamoci nella top 10:

10) “Pedro Paramo” di Juan Rulfo: il libro che ha dato il via al Realismo Magico, un viaggio familiare tra ricordi e fantasmi nel vecchio Messico; un romanzo importantissimo per la storia della letteratura del Novecento, poiché questo libro è risultato vitale per la formazione di Gabriel Garcia Marquez, che lo ha addirittura omaggiato in “Cent’anni di solitudine”.

9) “Terra!” di Stefano Benni: letto durante il lockdown, questo libro è stata una piacevole, divertente compagnia – qui troviamo personaggi assurdi, fuori dal mondo, ma divertentissimi, in pieno stile Benni, con le loro assurde avventure; un libro post apocalittico che denuncia le guerre nel mondo e la sfera politica, costituita, in sostanza, da veri imbecilli. Un romanzo da non perdere!

8) “Il processo” di Franz Kafka: la classifica dello scorso anno si era chiusa con “La metamorfosi”, quest’anno Kafka scende di qualche gradino, ma di questo passo lo inserirò ogni anno nelle mie classifiche! Folgorante.

7) “Storia di una vedova” di Joyce Carol Oates: il mio primo approccio con LA scrittrice (camaleontica) americana del nostro tempo è stato questo mémoir di settecento pagine che descrive per intero la vita della scrittrice con suo marito, fino alla morte di quest’ultimo e ai consequenziali traumi; una autobiografia molto dolorosa, toccante, emozionante, ma scritta divinamente da una scrittrice che ha dato moltissimo a quest’arte. Datele il Nobel, maledizione!!!

6) “Considera l’aragosta” di David Foster Wallace: letto tra il 2019 e il 2020, in questo libro si può trovare il D.F. Wallace più folle, nostalgico e divertente di sempre; una raccolta di saggi e reportage che vanno dal Festival dell’aragosta nel Maine al tennis di Tracy Austin, passando per l’Undici Settembre. Postmodernismo allo stato puro.

5) “E’ un problema” di Agatha Christie: un romanzo giallo sempre poco citato della regina dei gialli per eccellenza, un libro che non vede come protagonisti né il celebre Poirot, né Miss Marple, ma che sa inchiodare lo spettatore alle pagine fino allo sconvolgente e sorprendente finale!

4) “Atti umani” di Han Kang: per quanto mi riguarda il 2020 è stato sicuramente l’anno di Han Kang, giovane scrittrice sudcoreana, che con questo romanzo politico intende denunciare e riaffrontare in modo originale il massacro di Gwangju del 1980 (evento dolorosissimo per i sudcoreani) ad opera dei militari, che spararono a una folla manifestante contro la dittatura militare (per saperne di più vi rimando anche al recente film “A taxi driver”). Questo libro del 2014, arrivato da noi tre anni dopo, è davvero una manna dal cielo, anche se rimane una lettura difficile e dolorosa, da intraprendere probabilmente a piccole dosi.

3) “L’amore ai tempi del colera” di Gabriel Garcia Marquez: e anche quest’anno un romanzo dello scrittore Premio Nobel nel 1982 rientra tra i migliori dieci e questa volta approda addirittura sul podio; è diventato senza ombra di dubbio il mio romanzo preferito dello scrittore colombiano; una storia d’amore che infrange le barriere del tempo, cosa volere di più? Emozionante.

2) “La schiuma dei giorni” di Boris Vian: mi sono innamorato follemente della storia d’amore (grottesca) tra Colin e Chloé descritta dal romanziere e trombettista francese; un libro divertentissimo, nella prima parte, fortemente grottesco, ironico e satirico nei confronti della borghesia francese, ma anche molto triste, quasi straziante. Una storia raccontata attraverso metafore fortissime ed originali. Struggente.

1) “Io sono leggenda” di Richard Matheson: e il primo posto se lo aggiudica questo famosissimo romanzo horror-fantascientifico, un vero capolavoro … dimenticate quel filmaccio con Will Smith e andate a (ri)scoprire una delle storie più importanti del Novecento, e non esagero ... Un libro che insegna molto al lettore e che ci parla delle diversità. Una riflessione sul senso della vita, probabilmente. Assoluto.

0) “Canti del Caos” di Antonio Moresco: prima e oltre tutti questi romanzi, c’è lui – questo tomo di oltre mille pagine, il romanzo del nostro tempo, o di un tempo futuro, addirittura. Un libro geniale, metaletterario e sperimentale come pochi altri, esso farà provare tante sensazioni negative al lettore (non esiste libro che abbia diviso i lettori più di questo), ma che ho terminato senza troppi problemi. Unico appunto, cala un po' nella seconda parte, ma personaggi come Il Gatto, il Matto, la Musa, il Traslocatore, la Ragazza-non-c’è-assorbente-che-tenga, la Meringa e l’Ispettore Lanza sono davvero indimenticabili. Senza tempo e senza senso. 

giovedì 29 ottobre 2020

10 FILM HORROR DA VEDERE LA NOTTE DI HALLOWEEN

 

"Good evening, students of the macabre."

Torno dopo diversi mesi con dei consigli cinematografici per la notte di Halloween, come avevo già fatto lo scorso anno. Partiamo subito con il primo dei dieci film selezionati …

1) "Leptirica" di Dorde Kadijevic, 1973/Jugoslavia

Il primo horror serbo di sempre, che ha poi dato il via al filone degli horror dell'ex jugoslavia, è ispirato a un romanzo dell'ottocento e parla di un piccolo villaggio serbo vittima degli omicidi di un terribile mostro; parallelamente, viene raccontata la storia d'amore tra due giovani che intendono sposarsi, nonostante l'opposizione del padre di lei; un giorno, però, il protagonista trova degli aspetti comuni tra gli omicidi e i comportamenti della sua amata … dalla durata di appena un'ora, il film riesce a catturare l'attenzione dello spettatore anche se non mostra molto sangue o tante scene horror, l'ideale anche per chi non ama il genere. Un folk horror notevole, che potete recuperare tramite YouTube. Finale poetico.

2) Suspense di Jack Clayton, 1961/UK

Clayton prende il capolavoro di Henry James, "Giro di vite", e lo adatta per il grande schermo in maniera sublime: un bianco e nero indimenticabile, delle scene horror che fanno venire i brividi, una Deborah Kerr in stato di grazia, una storia di fantasmi originale e una regia perfetta non possono non convincervi a recuperare un capolavoro del genere che sembra non essere invecchiato neanche di un giorno!

3) "A girl walks home alone at night" di Lily Amirpour, 2014/USA

Ambientato in Iran, ma girato nei dintorni di Los Angeles, è questa una vera perla dell'ultimo decennio. Con un bianco e nero meraviglioso, con scenografie incredibili (sembra davvero di essere in Iran) e con una colonna sonora perfetta, la giovane regista iraniana ci parla della storia d'amore (impossibile) tra un ragazzo con problemi familiari, Arash, e una ragazza - vampiro. Alla fine, il film è anche romantico, elegante, ma spaventoso allo stesso tempo. Indimenticabile.

4) "Il demonio" di Brunello Rondi, 1963/ITA

Ci spostiamo in Italia, in un piccolo paesino del Sud, dove Purificata, una giovane contadina, presto impazzisce perché l'uomo che ama è promesso sposo di un'altra ragazza. Il film non è un horror nel vero senso della parola, ma spaventa e inquieta lo spettatore per la mentalità degli italiani di quel tempo, incapaci di comprendere i problemi psichici (ma non solo) dei giovani. Recuperate questo piccolo capolavoro italiano che non può disperdersi nella storia del cinema! Da segnalare una delle migliori scene di esorcismo della storia della settima arte.

5) "The Host" di Bong Joon-Ho, 2006/Corea del Sud

Film del regista di "Parasite", lungometraggio che ha spopolato ai recenti Oscar, ci troviamo di fronte ad un "Monster Movie" davvero notevole, questa volta. Il mostro, un terrificante essere marino, non è che un pretesto, per il buon Bong, di criticare l'essere umano in generale e, in particolare, l'inquinamento che esso produce. Imperdibile.

6) "Solo gli amanti sopravvivono" di Jim Jarmusch, 2013/UK-GER

Ormai diventato un piccolo Cult, questo è il film perfetto per le persone che non digeriscono il genere horror, nonostante si parli di vampiri e vampirismo, perché questa piccola non intende spaventare lo spettatore; anzi, lo porta alla riflessione criticando la società, dove gli esseri umani sono chiamati "zombi". Un vero capolavoro degli anni duemila, interpretato divinamente dalla leggendaria Tilda Swinton e da Tom Hiddleston (Loki dei film Marvel, per i più).

7) "Un lupo mannaro americano a Londra" di John Landis, 1981/UK-USA

Dal grande regista delle commedie più divertenti di sempre, come "The Blues Brothers" o "Una poltrona per due", questo horror più che spaventare fa stare bene lo spettatore, anche se il finale è psicologicamente devastante. Commovente, divertente, romantico, è questo un horror atipico, ma indimenticabile. Importantissima la scena della trasformazione del protagonista da umano a lupo mannaro, impressionante ancora oggi (dopo averla vista Michael Jackson assunse il regista per il videoclip di "Thriller"). Dopo aver visto il film, vi consiglio di andare a leggere tutte le incredibili curiosità sulla pellicola!


8) "Vita da vampiro" di Taika Waititi e Jemaine Clement, 2014/Nuova Zelanda

"What we do in the shadows", è il film che ha dato il via alla carriera di Taika Waititi, regista del recente "Jojo Rabbit". Un falso documentario divertentissimo, pieno di sangue, da non lasciarsi sfuggire, che parla di un gruppo di vampiri millenari alle prese con la società dei giorni nostri. Davvero spassoso.

9) "Incubi notturni" di registi vari, 1945/UK

Film a episodi davvero interessante, dove tutte le storie, alla fine, si uniscono in un finale a sorpresa difficile da dimenticare. Uno dei film più inquietanti mai visti … esatto, nonostante sia degli anni quaranta, la pellicola mi ha terrorizzato. Provare per credere! L'episodio del pupazzo del ventriloquo fa davvero venire i brividi …

10) "Martin" di George A. Romero, 1977/USA

Chiudo questa lista con un film (sempre poco citato) diretto dal maestro dei film sugli zombi, George A. Romero. Nonostante ciò, qui si parla di vampiri. Martin, un giovane ragazzo con problemi psichiatrici, è accusato dal vecchio e ottuso (e odioso!) zio di essere un vampiro, perché egli ha scoperto degli omicidi seriali commessi dal ragazzo, che beve il sangue delle sue vittime. Ancora una volta, è un pretesto, questa pellicola, per criticare la società tutta e un certo tipo di mentalità da parte di alcune persone presente ancora ai giorni nostri. Bellissimo e prezioso.



OBSESSION & BACKROOMS - IL FENOMENO DEL MOMENTO

PARTE PRIMA: OBSESSION Bear è (quasi) segretamente innamorato di Nikki, sua amica d’infanzia. Bear è un ragazzo impacciato e introverso. Non...