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giovedì 31 dicembre 2020

I FILM MIGLIORI E PEGGIORI VISTI NEL 2020

N.B. In questo articolo ho preso in considerazione esclusivamente i film usciti QUI IN ITALIA nel 2020.

Purtroppo, non ho visto tutti i film usciti nel 2020, ovviamente, quindi la mia classifica rimane un gioco, una lista di film che vi consiglio caldamente ordinati in base al mio gusto personale. Avrei voluto tanto vedere film chiacchieratissimi come “Il processo ai Chicago 7”, “Le strade del male”, “Da 5 blood”, “Mignonnes”, “His House”, ma per mancanza di tempo e di mezzi non ho fatto in tempo!

Questo 2020 non è stato ai livelli del 2019, dove erano usciti film come “Parasite”, “C’era una volta a Hollywood” e “The Irishman”, tuttavia sono rimasto molto soddisfatto dalle pellicole uscite in sala e, purtroppo, solo sulle varie piattaforme; di seguito, partirò con i film che mi hanno deluso, poi alcune menzioni speciali e, infine, terminerò con la classifica dei migliori film. Buona lettura!

FLOP:

“JUDY” di Rupert Goold (UK, 2019): il film sulla vita di Judy Garland, la bambina del Mago di Oz originale, è stata una delle prime delusioni dell’anno; il film mi ha annoiato a morte e ha il difetto di reggersi in piedi soltanto grazie all’interpretazione di Renée Zellweger. Nulla di male, direte voi … il problema è che non sopporto minimamente l’attrice in questione, che ogni secondo ci “delizia” con le sue faccette insopportabili …

“Il buco” di G. Gaztelu – Urrutia (Spagna, 2019): questo film molto chiacchierato, prodotto da Netflix, non ve lo sconsiglio completamente: esso vuole essere estremo e disturbante, a tratti ci riesce, ma ha un finale veramente poco riuscito che ribalta anche il senso del film … rimandato!

“Elegia americana” di Ron Howard (USA, 2020): doveva essere un film Epico, un racconto degli Stati Uniti attraverso tre generazioni, il film invece si è rivelato pieno di difetti: flashback ripetuti fino allo sfinimento, sceneggiatura debole, durata ridotta della pellicola, voce narrante inutile e noiosa ... di questo lavoro posso salvare soltanto le performance di due attrici straordinarie come Glenn Close e Amy Adams (finalmente profumo di primo Oscar per loro!), per il resto non ci siamo proprio, purtroppo.

“Antebellum” di Gerard Bush & Cristopher Renz (USA, 2020): questo film potrebbe essere un episodio di una delle ultime due stagioni di “Black Mirror”, e non è un complimento … si va sull’usato sicuro e si fa un brodo di Jordan Peele e di Shyamalan … davvero poco originale questa storia contro il razzismo, in compenso il film è girato e recitato molto bene. Lo trovate su Prime Video, ma non ve lo sconsiglio al 100%.

“Soul” di Pixas Animation Studios (USA, 2020): anche in questo caso si va sull’usato sicuro e si fondono i concetti già mostrati in “Inside Out” e “Coco” … il film è già considerato dalla maggior parte degli spettatori un capolavoro dell’animazione, a me non ha né emozionato, né divertito; peccato, anche perché il protagonista, professore e musicista jazz, è davvero simpatico.

MENZIONI SPECIALI:

“Memories of murder” di Bong Joon – Ho (Corea del Sud,2002): portato al cinema dopo il successo di “Parasite” ai Premi Oscar, è questo un thriller basato su una storia vera davvero spiazzante. Imperdibile.

“Odio l’estate” di Massimo Venier (Italia, 2020): dopo tre uscite disastrose, Aldo, Giovanni e Giacomo richiamano Massimo Venier alla regia (finalmente!!!) e sfornano un film veramente gradevole, divertente e commovente al medesimo tempo. Con i miei amici siamo usciti soddisfatti dalla sala. Da recuperare (su sky) se si è fan del trio comico!

“On the rocks” di Sofia Coppola (USA, 2020): dopo qualche anno di assenza la figlia di Francis torna con una gradevole commedia sul rapporto padre – figlia con un grande Bill Murray, che sostiene un po' la baracca. Piacevole.

“Buttiamo giù l’uomo” di B.S. Cole & D. Krudy (USA, 2019): un thriller senza grosse pretese ambientato nel freddo Maine; belle le ambientazioni, il film si salva anche grazie al suo lato tecnico.

“Ma Rainey’s black bottom” di George C. Wolfe (USA, 2020): di produzione Netflix, questa pellicola è nota, purtroppo, per essere stata l’ultima interpretazione di Chadwick Boseman (la “Black Panther” dei film Marvel) prima della sua prematura morte; film biografico sulla vita di Ma Rainey, importante cantante pioniere del blues, il film è da vedere soprattutto per le performance di Viola Davis e del compianto Boseman, per l’appunto.

TOP:

15) “Favolacce” di Fabio e Damiano D’Innocenzo (Italia, 2020): secondo film per i talentosi fratelli D’Innocenzo, premiato a Berlino per la migliore sceneggiatura; una serie di storie ambientate nella periferia romana, che poi si intrecciano, interpretate da attori molto bravi. Un film che rimanda al freddo cinema greco di Lanthimos. Promosso a pieni voti!

14) “Sulla infinitezza” di Roy Andersson (Svezia, 2019): questa pellicola del Maestro svedese, ha vinto il leone d’argento per la miglior regia al Festival di Venezia dello scorso anno ed è, dunque, un film che merita attenzione, tuttavia non aggiunge e non toglie nulla alla filmografia di Andersson; un film incredibile per chi non ha visto nulla di questo regista (per la messa in scena teatrale, fredda e grottesca e per il suo umorismo nerissimo), sostanzialmente inutile per chi, come me, ha già visto tutto del regista. Consigliato per i neofiti.

13) “1917” di Sam Mendes (USA-UK, 2019): c’è chi l’ha amato e odiato alla follia, io che l’ho visto in sala sono rimasto stregato; dalla trama semplicissima, quello che colpisce è la regia (un finto unico piano sequenza) e la fotografia del Maestro Deakins folgorante. Un film di guerra visivamente e tecnicamente incredibile.

12) “Jojo Rabbit” di Taika Waititi (Nuova Zelanda-USA, 2019): film tenerissimo e molto divertente, una storia per grandi e piccoli che tratta d’amicizia, di Nazismo e delle diversità; qualche scivolone nella parte finale da evitare, per il resto siamo di fronte ad un piccolo gioiellino.

11) “Tenet” di Cristopher Nolan (USA-UK, 2020): sfiora la top ten l’ultimo chiacchieratissimo film di Nolan, che in questo caso ritorna dalle parti di “Inception”, con una storia di fantascienza interessante, ma che ha una sceneggiatura troppo (volutamente) intricata! Un film visivamente pazzesco, con effetti speciali e scene al reverse degne di Nolan; un plauso a Ludwig Goransson per la migliore colonna sonora dell’anno.

10) “Mank” di David Fincher (USA, 2020): dopo anni e anni, Fincher porta sul grande schermo una sceneggiatura del padre, per questo film prodotto da Netlix (lo potete trovare sulla piattaforma in questione) girato con un bianco e nero stupendo, che ha dalla sua un Gary Oldman in stato di grazia; la storia ci parla della realizzazione della sceneggiatura di “Quarto potere”, uno dei film più importanti della settima arte. Un atto d’amore verso il cinema e verso i padri, con qualche difetto di tanto in tanto.

9) “I miserabili” di Ladj Ly (Francia, 2019): premio della giuria a Cannes per questo grandissimo lavoro – un film politico, complesso e molto doloroso, che ci mostra tutte le spaccature tra le varie culture presenti nel territorio francese; emblematiche e meravigliose le scene di apertura e di chiusura della pellicola. Un film prezioso, soprattutto per il popolo francese. Reperibile su sky.

8) “Diamanti grezzi” di Josh e Benny Sadfie (USA, 2019): reperibile su Netflix, il film dei fratelli Sadfie è una delle migliori soprese degli ultimi anni; un thriller senza un attimo di tregua, che vede come protagonista un Adam Sandler nel ruolo della vita, che interpreta un gioielliere ebreo alle prese con la malavita di New York e con una vita senza sosta, sempre alla (non) ricerca di qualcosa. Semplicemente straordinario.

7) “Richard Jewell” di Clint Eastwood (USA, 2019): anche a novant’anni il grande Clint non perde il suo smalto e ci regala un film toccante, che vi farà scappare qualche lacrima. La pellicola ricostruisce la vera storia di Richard Jewell, una guardia ingenua e in sovrappeso, che salvò migliaia di vite dall’attentato ad un concerto durante le Olimpiadi ad Atlanta nel 1996  (ma di questo film già ne ho parlato in una apposita recensione qui sul blog).

6) “Miss Marx” di Susanna Nicchiarelli (Italia-Belgio, 2020): la talentosa regista italiana, ritorna al cinema con un altro ritratto al femminile – dopo il biopic sulla cantante Nico – e ci racconta la tormentata vita di Eleanor Marx, donna anticonvenzionale ma vittima del suo tempo, figlia del filosofo del Novecento per eccellenza, Karl Marx. Un film punk, potente, con un cast internazionale di alto livello. Un ottimo lavoro, che mi ha conquistato fin dalla prima inquadratura.

5) “Red Post on Escher Street” di Sion Sono (Giappone, 2020): uno dei miei registi orientali preferiti in assoluto, Sion Sono (un tizio dieci volte più folle di Tarantino, per intenderci), sforna un’opera più quadrata e misurata, questa volta. Un atto d’amore verso i “deboli” del cinema, le comparse, e una condanna contro i potenti, i produttori! Degno di nota il finale spiazzante!

4) “Sto pensando di finirla qui” di Charlie Kaufman (USA, 2020): dopo anni, Kaufman, straordinario sceneggiatore e cineasta, torna con un film fortemente simbolico (lo trovate su Netflix), che gioca costantemente con lo spettatore; quest’ultimo, alla fine del film, potrà trarre le sue conclusioni su questa complessa pellicola, che gode di diverse chiavi di lettura. Geniale.

3) “The Gentlemen” di Guy Ritchie (USA-UK, 2019): dopo alcune uscite discutibili, il buon Ritchie ci sforna un film semplicemente … PAZZESCO! Un gangster movie di puro intrattenimento dalle trovate visive realmente geniali, con una sceneggiatura intricatissima ma divertente e tagliente, con un ritmo al cardiopalma, una colonna sonora strepitosa, un cast in stato di grazia (Matthew McConaughey, Hugh Grant e Charlie Hunman probabilmente nei ruoli della vita). Disponibile da dicembre su Prime Video, questo film è veramente imperdibile. Quando finirete di vederlo, vorreste farlo ripartire ancora e ancora e ancora …

2) “A hidden life” di Terrence Malick (Germania – USA, 2019): Malick torna ai fasti di un tempo, con questa pellicola che racconta la triste vita del contadino tedesco Franz Jagerstatter, beatificato dalla Chiesa Cattolica nel 2007, che si oppose fortemente al nazismo con atti davvero coraggiosi. Un film contemplativo, quasi spirituale, girato con la classica macchina a mano di Malick (che a me, personalmente, fa impazzire). Toccante, ma prezioso.

1) “Un altro giro” di Thomas Vinterberg (Danimarca, 2020): e al primo posto ho voluto inserire il film del regista coautore del dogma 95 (importante movimento degli anni ’90) e autore del capolavoro “Festen”, qui con un film più quadrato e forse meno folle, all’apparenza molto semplice, ma – in realtà – assai complesso, che lascerà libera interpretazione allo spettatore. La storia ci parla di quattro amici insegnanti che decidono di fare un folle esperimento, ripreso da una teoria filosofica, secondo la quale uno stato di costante ebbrezza porterebbe grandi benefici alla vita di tutti i giorni. Plauso alla scena finale, la migliore del 2020!

martedì 29 dicembre 2020

I MIGLIORI LIBRI LETTI NEL 2020

 Ecco i migliori libri letti in questo 2020. Un anno che, parlando di letture, è risultato anche superiore al 2019!

MENZIONI SPECIALI:

-         “AUTODISCIPLINA SENZA SFORZO” di Alex Antrilli: esordio di un giovane mio concittadino e coetaneo, che si è cimentato nel campo letterario con un saggio che intende migliorare l’approccio alla vita di tutti i giorni delle persone attraverso metodi innovativi e interessanti, come l’ascolto attivo.

-         “BLU QUASI TRASPARENTE” di Ryu Murakami: l’opera più celebre dell’“altro” Murakami, un romanzo psicologico dalla rilevante importanza storica, che descrive i giovani giapponesi degli anni ’70 all’insegna del life style “sex, drugs and Rock & Roll”.

Ed ora addentriamoci nella top 10:

10) “Pedro Paramo” di Juan Rulfo: il libro che ha dato il via al Realismo Magico, un viaggio familiare tra ricordi e fantasmi nel vecchio Messico; un romanzo importantissimo per la storia della letteratura del Novecento, poiché questo libro è risultato vitale per la formazione di Gabriel Garcia Marquez, che lo ha addirittura omaggiato in “Cent’anni di solitudine”.

9) “Terra!” di Stefano Benni: letto durante il lockdown, questo libro è stata una piacevole, divertente compagnia – qui troviamo personaggi assurdi, fuori dal mondo, ma divertentissimi, in pieno stile Benni, con le loro assurde avventure; un libro post apocalittico che denuncia le guerre nel mondo e la sfera politica, costituita, in sostanza, da veri imbecilli. Un romanzo da non perdere!

8) “Il processo” di Franz Kafka: la classifica dello scorso anno si era chiusa con “La metamorfosi”, quest’anno Kafka scende di qualche gradino, ma di questo passo lo inserirò ogni anno nelle mie classifiche! Folgorante.

7) “Storia di una vedova” di Joyce Carol Oates: il mio primo approccio con LA scrittrice (camaleontica) americana del nostro tempo è stato questo mémoir di settecento pagine che descrive per intero la vita della scrittrice con suo marito, fino alla morte di quest’ultimo e ai consequenziali traumi; una autobiografia molto dolorosa, toccante, emozionante, ma scritta divinamente da una scrittrice che ha dato moltissimo a quest’arte. Datele il Nobel, maledizione!!!

6) “Considera l’aragosta” di David Foster Wallace: letto tra il 2019 e il 2020, in questo libro si può trovare il D.F. Wallace più folle, nostalgico e divertente di sempre; una raccolta di saggi e reportage che vanno dal Festival dell’aragosta nel Maine al tennis di Tracy Austin, passando per l’Undici Settembre. Postmodernismo allo stato puro.

5) “E’ un problema” di Agatha Christie: un romanzo giallo sempre poco citato della regina dei gialli per eccellenza, un libro che non vede come protagonisti né il celebre Poirot, né Miss Marple, ma che sa inchiodare lo spettatore alle pagine fino allo sconvolgente e sorprendente finale!

4) “Atti umani” di Han Kang: per quanto mi riguarda il 2020 è stato sicuramente l’anno di Han Kang, giovane scrittrice sudcoreana, che con questo romanzo politico intende denunciare e riaffrontare in modo originale il massacro di Gwangju del 1980 (evento dolorosissimo per i sudcoreani) ad opera dei militari, che spararono a una folla manifestante contro la dittatura militare (per saperne di più vi rimando anche al recente film “A taxi driver”). Questo libro del 2014, arrivato da noi tre anni dopo, è davvero una manna dal cielo, anche se rimane una lettura difficile e dolorosa, da intraprendere probabilmente a piccole dosi.

3) “L’amore ai tempi del colera” di Gabriel Garcia Marquez: e anche quest’anno un romanzo dello scrittore Premio Nobel nel 1982 rientra tra i migliori dieci e questa volta approda addirittura sul podio; è diventato senza ombra di dubbio il mio romanzo preferito dello scrittore colombiano; una storia d’amore che infrange le barriere del tempo, cosa volere di più? Emozionante.

2) “La schiuma dei giorni” di Boris Vian: mi sono innamorato follemente della storia d’amore (grottesca) tra Colin e Chloé descritta dal romanziere e trombettista francese; un libro divertentissimo, nella prima parte, fortemente grottesco, ironico e satirico nei confronti della borghesia francese, ma anche molto triste, quasi straziante. Una storia raccontata attraverso metafore fortissime ed originali. Struggente.

1) “Io sono leggenda” di Richard Matheson: e il primo posto se lo aggiudica questo famosissimo romanzo horror-fantascientifico, un vero capolavoro … dimenticate quel filmaccio con Will Smith e andate a (ri)scoprire una delle storie più importanti del Novecento, e non esagero ... Un libro che insegna molto al lettore e che ci parla delle diversità. Una riflessione sul senso della vita, probabilmente. Assoluto.

0) “Canti del Caos” di Antonio Moresco: prima e oltre tutti questi romanzi, c’è lui – questo tomo di oltre mille pagine, il romanzo del nostro tempo, o di un tempo futuro, addirittura. Un libro geniale, metaletterario e sperimentale come pochi altri, esso farà provare tante sensazioni negative al lettore (non esiste libro che abbia diviso i lettori più di questo), ma che ho terminato senza troppi problemi. Unico appunto, cala un po' nella seconda parte, ma personaggi come Il Gatto, il Matto, la Musa, il Traslocatore, la Ragazza-non-c’è-assorbente-che-tenga, la Meringa e l’Ispettore Lanza sono davvero indimenticabili. Senza tempo e senza senso. 

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