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venerdì 23 dicembre 2022

I LIBRI PIU' BELLI CHE HO LETTO NEL 2022

 MENZIONI SPECIALI:

“Roger Federer. Il Maestro” di Christopher Clarey: la biografia definitiva sul tennista più forte di sempre, Roger Federer, che ne ripercorre la storia, dagli esordi fino agli ultimi anni (manca soltanto il ritiro, avvenuto quest’anno). L’autore, intervistando tutti i suoi rivali e allenatori, ripercorre così la carriera di uno sportivo immenso, una lettura obbligatoria per tutti gli amanti del tennis.

“Frankenstein” di Mary Shelley: solo leggendo Frankenstein una persona può rendersi conto di quanto le versioni cinematografiche siano differenti (ad eccezione di quella di Kenneth Branagh, probabilmente). Un classico della letteratura che ha dato il via alla fantascienza miscelata all’horror.

“Impero. Viaggio nell’Impero di Roma seguendo una moneta” di Alberto Angela: grazie alle vicende di un sesterzio, moneta romana che passa di mano in mano, il lettore verrà catapultato in un viaggio unico all’interno di quello che fu il grande Impero Romano. In questo libro/guida viene esplorato ogni minimo particolare della vita dei cittadini, inserendo spesso tantissime curiosità che rendono i romani, di fronte ai nostri occhi, sia molto vicini che distanti anni luce!

“Lanterna magica” di Ingmar Bergman: che Bergman fosse un tiranno sul set è cosa ben nota, tutti i cinefili lo sanno. I registi si dividono infatti in due categorie: i despoti e gli amiconi gentili, sul set. Kubrick e Bergman appartenevano alla prima categoria: pretendevano la perfezione, erano odiosi, dittatori, litigavano con tutti.
E questo, Bergman, nella sua autobiografia non lo nasconde. Per questo risulta essere una vera e propria dura autocritica. Il regista svedese ci va pesante con se stesso, arrivando a definirsi anche “hitler-bergman”.
Non ci nasconde neanche la sua gioventù hitleriana, culminata con un congresso di hitler visto a Monaco quando era ospite di una famiglia tedesca per uno scambio culturale (decisamente la parte più sconvolgente del libro).
Per il resto l’autobiografia si divide tra aneddoti cinematografici, teatrali (sono parecchi e probabilmente occorre avere un’infarinatura di teatro svedese) e d’infanzia, soprattutto il rapporto di amore/odio verso il padre, la madre e il fratello più grande.
Lettura obbligatoria per gli appassionati del regista in questione e del cinema in generale; una lettura che consiglio comunque agli interessati del teatro classico e degli aneddoti del mondo dello spettacolo, poiché ce ne sono parecchi.

TOP 10:

10) “Vite brevi di tennisti eminenti” di Matteo Codignola: l’autore non è solo un appassionato di questo sport, ma un grande scrittore della casa editrice Adelphi e leggendo queste pagine si nota – abbiamo diversi ritratti di tennisti che furono, uomini caduti nel dimenticatoio ma che hanno segnato con un marchio indelebile la storia del tennis. Nostalgico.

9) “L’Ickabog” di J.K. Rowling: la “madre” di Harry Potter torna a parlare ai piccoli, ma davvero ai più piccoli con questa fiaba, mettendo fine (almeno per il momento) alla parentesi nel mondo con gli adulti grazie al “Seggio Vacante” e alla saga poliziesca di Cormoran Strike. Nonostante ciò, nonostante sia una fiaba fantasy medievale per ragazzini, non mancano il sangue e le scene cruenti.

8) “Il ritratto di Elsa Greer” di Agatha Christie: nonostante sia uno dei pochi romanzi con Poirot senza grandi colpi di scena, la storia raccontata risulta essere la più malinconica; un’indagine rivolta al passato che non può lasciare indifferenti. Malinconico.

7) “Abbiamo sempre vissuto nel castello” di Shirley Jackson: un romanzo di fantasmi? Un romanzo di streghe? O più semplicemente un romanzo psicologico? Sta a voi scoprirlo. Con questo brevissimo romanzo imbevuto di goticismo, la Jackson affronta i suoi temi più cari, dal bigottismo umano al femminismo.

6) “Fantasmi – dispacci dalla Cambogia” di Tiziano Terzani: un annetto fa mi sono innamorato di un piccolo paese del sud-est asiatico, la Cambogia, e con questo libro (che altro non è che una serie di articoli del celebre giornalista italiano) è come se avessi intrapreso un viaggio oltreoceano. Terzani, con la sua meravigliosa scrittura, ci racconta in prima persona della guerra civile, del genocidio, dei Khmer Rossi al potere, dell’invasione vietnamita. Un pezzo di storia del Novecento, magari non troppo conosciuta al giorno d’oggi, ma di straordinaria rilevanza. Da riscoprire.

5) “Tennis” di John McPhee: per Gianni Clerici, il miglior libro sul tennis. E mi potrei fermare qui, basterebbe questo. Invece, voglio dirvi anche che, in questo breve libriccino, nella prima parte vengono analizzate in contrapposizione le vite di due tennisti – Arthur Ashe e Clark Graebner – impegnati in una semifinale dei primi US Open; mentre nella seconda viene intervistato Robert Twynam, storico giardiniere di Wimbledon, che, oltre a raccontare dei più bravi tennisti a … non rovinare il manto erboso, ci fa comprendere come il giardinaggio sia una vera e propria arte. Imprescindibile.

4) “La scopa del sistema” di David Foster Wallace: il libro perfetto per iniziare a leggere quel genio che fu DFW. Un libro semplice, scritto a soli 24 anni, anche se pregno del postmodernismo tipico dell’autore, quindi privo delle note-fiume a fondo pagina, per esempio, ma ricco di spunti narrativi folli, grotteschi, unici. Spassoso.

3) “La principessa sposa” di William Goldman: diventato noto grazie alla trasposizione cinematografica degli anni ‘80 da noi nota come “La storia fantastica”, questo romanzo fantasy e d’avventura è in realtà dieci volte più ricco del film, con altre straordinarie avventure e con un breve sequel. La cosa che lo rende speciale è la metaletteratura all’interno (nel film sostituita dalla figura del nonno che legge la storia al nipote). Obbligatorio per chi ha visto e amato il film, oggi un cult assoluto.

2) “Centuria” di Giorgio Manganelli: cento storielle brevissime, spesso lunghe una sola pagina, ma di una bellezza clamorosa. Manganelli sapeva scrivere benissimo e spesso le storie lasciano un segno, nonostante la loro brevità. Si passa da storielle gotiche a storielle grottesche, principalmente, ma saper coinvolgere il lettore con anche solo una pagina a disposizione è, secondo me, un dono davvero invidiabile.

1) “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar: e la prima posizione, il libro più bello letto in questo 2022, non può essere che questo, le memorie dell’imperatore Adriano, resuscitato e impersonificato dall’autrice franco-belga (che ha compiuto una infinità di studi per poterlo scrivere, soggiornando per un periodo anche in Italia) tramite le pagine di un diario-testamento fittizio. Tutto è perfetto in questo libro, dalla prosa poetica alle vicende narrate, che esplorano per intero la vita di questo imperatore ben noto (il Vallo di Adriano, la moda della barba, il culto di Antinoo) ancora oggi ai giorni nostri. Capolavoro senza tempo.

venerdì 25 febbraio 2022

BREVE GUIDA AL GENOCIDIO INDONESIANO

In pochi conoscono il genocidio avvenuto in Ruanda nel 1994, in molti dimenticano quello ai danni dei nativi americani, alcuni conoscono quello cambogiano che a causa dei bombardamenti americani, dell'estremismo dei Khmer Rossi e dell'invasione vietnamita portò alla perdita di un quarto della popolazione; sono pochi, anzi pochissimi, coloro che conoscono quello indonesiano. Anche sul web, dove puoi trovare di tutto, qualsiasi informazione tu desideri, è difficilissimo reperire notizie su tale genocidio; anche perché, fatto rilevante, molti  dei responsabili sono ancora oggi ai vertici del potere nello stato in questione che si trova nel sud-est asiatico. Per fortuna, però, il regista statunitense Joshua Oppenheimer nel giro di due anni, dal 2012 al 2014, ha realizzato due documentari preziosissimi e molto intensi su questo evento così nefasto: "L'atto di uccidere" e "The look of silence". I due film, molto duri, commoventi ma anche poetici, sono stati prodotti addirittura dal celebre regista tedesco Werner Herzog; ma quando e perché è avvenuto il genocidio in Indonesia? Dobbiamo innanzitutto tornare indietro agli anni '60 del Novecento, dove in questo paese il Partito Comunista era il terzo più grande al mondo per numero di iscritti, dopo quello sovietico e cinese. A guidare la nazione vi era da anni il leader progressista e anti imperialista Sukarno che, potete immaginare bene, non godeva della simpatia statunitense; statunitensi che, in quel periodo storico, occupavano gran parte del sud-est asiatico (vedi guerra del Vietnam). Per questo motivo la CIA nel 1965 sponsorizzò e finanziò un golpe militare che rovesciò il governo di Sukarno e favorì l'ascesa al (futuro) dittatore e generale Suharto che costrinse il primo a cedergli il potere e, in secondo luogo, confinarlo agli arresti domiciliari fino alla morte; il generale Suharto, dunque, per riportare l'ordine, iniziò una campagna mortale (incoraggiata apertamente dagli USA) contro i numerosi comunisti, simpatizzanti della sinistra e minoranze etniche che nelle stime più felici e ottimiste portò alla morte di un milione di persone nel giro di un paio d'anni ... Le persone venivano uccise dagli squadroni della morte, dai preman (gangster), ma anche dai normali civili reclutati poiché fomentati da un forte sentimento anticomunista. I due film si concentrano proprio su questi tragici eventi. Il primo, vede due ex assassini premam ripercorrere i propri passi e spiegare i loro metodi di tortura e uccisione; il secondo documentario, invece, segue le vicende di un ragazzo oculista che perse il fratello maggiore durante i massacri (poiché comunista), e che va in giro ad intervistare alcuni dei responsabili degli eccidi di massa cercando di capire le loro motivazioni. La cosa inquietante è che ancora oggi nessuno di loro prova un briciolo di rimorso, anzi questi assassini vanno fieri del loro operato, che ancora oggi tutti loro sono temuti nei rispettivi villaggi, che queste persone per <<non impazzire>> bevevano il sangue delle persone che avevano ucciso! Per giustificare questi massacri, poi, gli assassini ripetono più volte nel corso di queste due pellicole: <<I comunisti non pregavano mai!>>, <<Non andavano mai nelle moschee>>, <<Si scambiavano le donne tra di loro!>> ... inoltre, stanchi per le scomode domande, essi affermano che non vale la pena ricordare il passato, che non bisogna parlare di politica, che tutto è ormai finito e, se non si vuole rivivere tutto ciò, è meglio non parlarne affatto ... Queste due opere sono davvero sconvolgenti e colpiscono a fondo nel cuore dello spettatore; si vedono scene dove nelle aule delle scuole elementari ancora oggi i bambini sono educati all'anticomunismo e viene detto loro che i discendenti delle persone uccise non possono ricoprire cariche pubbliche o, per esempio, entrare nell'esercito ... per fortuna questi due lavori hanno avuto un buon successo di critica tanto che il secondo film, "The look of silence" ha vinto il Gran Premio della Giuria al Festival di Venezia del 2014. Vi invito dunque a riscoprire questi due inestimabili film, disponibili su sky, soprattutto per non dimenticare la storia, a maggior ragione se recente, e anche per arricchirvi culturalmente! 

domenica 19 dicembre 2021

I MIGLIORI LIBRI LETTI NEL 2021

Ci siamo, ecco le mie letture preferite di questo 2021. Quest’anno ho letto meno libri rispetto agli altri anni, arrivando a toccare le trenta letture a fine anno, per dedicarmi ai “mattoni”, ad alcuni classici della letteratura la cui lettura non potevo più rimandare. La classifica rimane un gioco e i libri sono ordinati solo ed esclusivamente in base ai miei gusti e alle mie sensazioni.

MENZIONI SPECIALI:

-         “La Lucina” di Antonio Moresco: avevo chiuso la classifica dello scorso anno con Moresco, quest’anno la riapro sempre con Moresco, che qui regala un libro del tutto diverso dai “Canti del Caos” - breve, essenziale, capace di raccontare una storia che flirta con fantasy e horror.

-         “Infinite Jest” di David Foster Wallace: il libro del nostro tempo. Il più letto, il più chiacchierato, il più amato, il più odiato. Non è in classifica solo perché letto tra il ’20 e il ’21 e perché avrebbe monopolizzato la classifica … che gusto ci sarebbe stato?!

-         “Le Onde” di Virginia Woolf: così come il titolo, questo libro ci fa oscillare tra una pagina e l’altra, da una riga all’altra, come se fossimo su una barca che dondola cullata dalle leggere onde del mare.

TOP 10:

10) “Carmilla” di Sheridan Le Fanu: il primo libro sui vampiri (al femminile). Un romanzo gotico capace di inquietare ancora oggi. Ma insieme alle sensazioni negative ho provato anche molta compassione per la piccola protagonista. Fosse stato più corposo, questo breve romanzo, l’avrei amato ancora di più.

9) “Tenera è la notte” di Francis Scott Fitzgerald: da leggere accompagnati dalla voce di Frank Sinatra e del suo pezzo “Strangers in the night”. Un altro classico approda in questa classifica, ma ve l’avevo detto, questo è stato l’anno dei classici …

8) “Tre millimetri al giorno” di Richard Matheson: una storia folle, che vede un uomo rimpicciolire sempre di più, giorno dopo giorno, fino alle drammatiche conseguenze, raccontata però con perizia e trasporto emotivo. Un libro da riscoprire scritto da un genio del Novecento già in classifica lo scorso anno alla posizione numero 1!

7) “Il Signore delle mosche” di William Golding: altro giro, altro classico. Mi sento anche in imbarazzo a scrivere qualcosa di questi capolavori proprio per la loro importanza storica. Allora ne approfitto per consigliarvi la trasposizione cinematografica del 1963.

6) “Rumore bianco” di Don DeLillo: un gigante della letteratura statunitense e del post-modernismo, questo è DeLillo. Prima opera che ho il piacere di leggere del buon Donald, con il risultato che l’ho subito amata! Dai toni post-apocalittici, distopici o più semplicemente grotteschi, in poche righe lo scrittore è capace di distruggere tutto il sistema capitalista del suo paese.

5) “Il Brady” di Jacques Thorens: autobiografia di un proiezionista cinematografico, essa racconta dei suoi trascorsi al “Brady”, cinema malfamato di Parigi, che passava quasi soltanto pellicole di serie B oggi introvabili. Dunque, un libro per cinefili. Di proprietà del regista di culto del cinema di serie B francese, Jeanne-Pierre Mocky, quel cinema ha visto passare tutti i personaggi possibili e immaginabili tra le sue sale – per questo il libro è divertentissimo, anche se l’autore lo infarcisce anche di una serie di pungenti critiche sociali dirette ai poteri forti francesi, trasformando questa autobiografia anche in qualcosa di più rispetto al semplice libro umoristico e di intrattenimento.

4) “I Demoni” di Fëdor Dostoevskij: ennesimo classico, ennesimo tomo di questo 2021. Passo subito al prossimo titolo, ogni parola per questo romanzo russo risulterebbe sprecata …

3) “Cecità” di José Saramago: grandissimo capolavoro dello scrittore Premio Nobel. Una lettura obbligatoria perché ancora oggi attuale più che mai. Lo scrittore portoghese non utilizza le virgolette per introdurre i dialoghi e non assegna nomi ai personaggi, scelte che possono straniare il lettore che ancora non conosce Saramago. Superato questo scoglio, il libro non potrà che catturare il lettore e inquietarlo tantissimo, in certe occasioni …

2) “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino: sfiora la ‘Numero Uno’ questo breve ma intenso romanzo sperimentale e metaletterario del buon Calvino. Questo libro mi ha catturato fin dal suo incipit – forse uno dei più belli di tutti i tempi. Ogni storia (nella storia) è capace di lasciare qualcosa, ogni pagina emoziona.

1) “I detective selvaggi” di Roberto Bolaño: di detective manco l’ombra, ma di personaggi selvaggi – invece – sì. Un tomo imponente scritto dallo scrittore di culto per eccellenza e ambientato nel lontano Messico. Una lettura imperdibile, piena zeppa di avventura, piena zeppa di personaggi memorabili e di storie valide e appassionanti. Un inno alla scrittura e alla sperimentazione letteraria.

domenica 5 dicembre 2021

P'TIT QUINQUIN - FILM E MINISERIE TELEVISIVA!

È arrivato recentemente, tramite il Sacro Programma per cinefili di Enrico Ghezzi (“Fuori Orario”), un film francese del 2014, “P’tit Quinquin” (“Piccolo Quinquin”), per la regia di Bruno Dumont. Proiettato per la prima volta al Festival di Cannes del 2014, il film è stato rilasciato qualche mese più tardi sotto forma di miniserie televisiva per la tv francese. Dunque, è questo un prodotto che può essere considerato sia come un lungometraggio dalla durata di quasi tre ore e mezza, sia come una miniserie televisiva composta da quattro episodi; … anche da noi esso è arrivato sotto forma di miniserie tv.

Ambientata in una piccolissima cittadina del nord della Francia che dà sul mare, tanto che sarebbe possibile, secondo uno dei protagonisti del film, <<osservare le coste della Gran Bretagna>>, questo film/miniserie può essere considerato come la risposta francese ai “Segreti di Twin Peaks” di David Lynch; infatti, il clima che si respira è altamente grottesco, pieno di humor nero e fuori dagli schemi: è una miniserie unica, insomma! I tempi sono dilatati, la regia compie tantissimi piani sequenza e anch’essa si prende i suoi tempi, con movimenti di macchina molto lenti, la fotografia è molto luminosa (ma incredibilmente questo aspetto non infastidisce), ma a colpire sono soprattutto i personaggi, completamente fuori di testa.

Questo film può rientrare nel genere giallo/poliziesco e ruota attorno a una serie di omicidi in questo piccolo microcosmo creato dal regista, tanto che si arriverà a parlare di entità maligne che dominano il luogo … il primo omicidio, per esempio, vede protagonista una donna fatta a pezzi e inserita all’interno di una … mucca! Eppure, le storie vanno oltre i semplici omicidi, anche se ci sono sì molte indagini, ma le cose davvero importanti sono le relazioni tra i personaggi e il concatenarsi degli eventi. Il protagonista principale è il nostro piccolo Quinquin, che ha un difetto al naso e porta anche un apparecchio acustico, un ragazzino che ama l’avventura e spostarsi con la sua bici in compagnia della sua fidanzatina Eve, sua vicina di casa. Inoltre, importantissimi sono i due poliziotti, il capitano Van Der Weyden e il tenente Carpentier, due veri outsider nonostante l’importante carica; vi basti sapere, per esempio, che il capitano è pieno zeppo di tip al volto e agli occhi!

Infatti, una delle cose più rilevanti di questa opera è che nessuno degli attori è un vero professionista (sono tutti reali abitanti della regione di Pas-Des-Calais) e molti di loro hanno seri handicap fisici come il capitano, appunto, Quinquin o lo zio del ragazzo, un giovane che ha problemi nel camminare; proprio per questi motivi l’opera è stata criticata e il regista Dumont quasi messo alla gogna. Quest’ultimo si è difeso dalle accuse dicendo di voler dare al tutto un tocco più autentico e realistico. Inoltre, ha risposto anche all’accusa che vede protagonista l’attore dello zio di Quinquin, che in varie gag ruota su sé stesso prima di cadere a terra per colpa della sua disabilità – ebbene, quella mossa è stata scelta proprio dall’attore perché è un gesto che ama fare!

Personalmente ho apprezzato molto il casting, un gruppo di freaks che danno al tutto un tocco ancor più grottesco. Poi, a differenza dei film con grande budget che vedono sempre come protagonisti attori bellissimi e famosi, in questo caso sono tutte persone normali, lontane dai nostri canoni di bellezza, e questa è una cosa che ho adorato.

Nonostante le accuse, il film è stato ben accolto dalla critica, soprattutto dai celebri “Cahiers du Cinéma”, che lo hanno inserito più volte nelle loro classifiche di fine anno. Anche qui in Italia è stato apprezzato, anche se in pochi lo hanno visto. Al momento non è più disponibile su raiplay, ma sono sicuro che un giorno tonerà sulla piattaforma, come giusto che sia! 

sabato 30 ottobre 2021

10 FILM ITALIANI PER LA NOTTE DI HALLOWEEN

 Quando si avvicina la notte di Halloween, non so perché, faccio incetta di film horror, andando alla scoperta di film dimenticati o riguardando quelli che più amo, cosa che non capita spesso. Sarà perché ritengo questo periodo dell'anno molto affascinante, sarà perché considero l'horror il mio genere cinematografico preferito, capace (quando ben approfondito) di scuotere l'animo umano e affrontare temi importanti. Per questo, come ogni anno, sono qui per consigliarvi 10 film horror per passare una paurosa notte di Halloween, anche se questa volta i consigli sono tutti made in Italy e ordinati cronologicamente. Partiamo: 

1) "I Vampiri" di Riccardo Freda (1957): 

questa pellicola viene considerata dai critici come il primo esempio di film horror italiano, quindi imperdibile .. anche se non si tratta di un vero e proprio film di vampiri, quanto di un film gotico unito al poliziesco, ambientato in Francia. Il film scorre bene ancora oggi e tratta il tema della vecchiaia. 

2) "Il mulino delle donne di pietra" di Giorgio Ferroni (1960): 

questo film, invece, viene considerato il primo horror italiano a colori. La pellicola risulta ancora oggi inquietante e riesce a mescolarsi bene con la fantascienza, poiché in questo film si parla di scienziati pazzi e della ricerca della vita eterna. Molto interessante ancora oggi. 

3) "I tre volti della paura" di Mario Bava (1963): 

non potevo non escludere il nostro grande Mario Bava da questa lista perché egli è il maestro per eccellenza dei film horror italiani; pensate, senza di lui non ci sarebbe stato Dario Argento! Questo film è ad episodi e ancora oggi riesce a regalare parecchi brividi allo spettatore. Gli episodi sono "Il telefono", "I Wurdulak" e "La goccia d'acqua". Il finale è spiazzante e innovativo allo stesso tempo. 

4) "Contronatura" di Antonio Margheriti (1969): 

film liberamente tratto da un racconto del grande Dino Buzzati, "Eppure bussano alla porta". Questa pellicola fu proibita ai minori di 18 anni << Per le forti immagini erotiche a sfondo masochista e lesbico, oltre a mescolare i tipici elementi dell'horror gotico>>. 

5) "Phenomena" di Dario Argento (1985): 

passiamo direttamente agli anni ottanta con questo film del nostro Darione Nazionale che ho avuto il piacere di rivalutare quest'anno. Nel film c'è una giovanissima Jennifer Connelly e tutti gli elementi tipici degli slasher anni '80. Il finale forse si incarta un po', ma qui Argento era ancora Argento, quindi si tratta di un film da non perdere!

6) "Dellamorte Dellamore" di Michele Soavi (1994): 

nella grande annata per il cinema del 1994, uscì anche questo film horror/comedy tratto da uno scritto di Tiziano Sclavi, che sembra anticipare le atmosfere di Dylan Dog. Film unico, folle, divertente e ambientato quasi interamente in un cimitero invaso dai morti viventi. Assolutamente imperdibile! 

7) "The End? L'inferno fuori" di Daniele Misischia (2017): 

film prodotto dai Manetti Bros. e ambientato interamente in un ascensore di una importante azienda romana. Il nostro protagonista, personaggio cattivissimo e ben approfondito, si ritrova bloccato nell'ascensore mentre intorno a lui scoppia una epidemia di infetti e dunque dovrà sopravvivere, ma non sarà per nulla semplice. In Italia di film horror meritevoli ce ne sono ancora e questo film ne è la prova.

8) "Il Signor Diavolo" di Pupi Avati (2019): 

grande ritorno alla macchina da presa per il Maestro Pupi Avati, qui in grande spolvero. Film horror dagli stilemi classici che fila via che una bellezza. Finale riuscitissimo. 

9) "The Nest - Il Nido" di Roberto De Feo (2019): 

horror strisciante, dalla regia lenta e calcolata, ma che riesce a colpire lo spettatore fin dall'inizio grazie alla sua atmosfera misteriosa e claustrofobica allo stesso tempo. Qui non posso rivelare nulla della trama perché è una pellicola che si basa interamente sui colpi di scena, dovete solo fidarvi ciecamente del mio consiglio ...

10) "Il mostro della cripta" di Daniele Misischia (2021): 

concludiamo con una comedy horror fresca fresca e appena approdata su sky. In questo caso vi consiglio ancora un film del buon Misischia (+ Manetti bros.). Film molto più leggero rispetto al precedente "The End?", ma pieno di passione per il genere cinematografico in questione. Secondo me un piccolo passo indietro per il regista, ma un film che vi consiglio anche solo per la prova del simpatico Lillo e per le scene splatter ben riuscite. 

OBSESSION & BACKROOMS - IL FENOMENO DEL MOMENTO

PARTE PRIMA: OBSESSION Bear è (quasi) segretamente innamorato di Nikki, sua amica d’infanzia. Bear è un ragazzo impacciato e introverso. Non...