Con "Il primo
Re" del giovane regista Matteo Rovere, è rinato probabilmente il cinema di
genere italiano. Dopo il capolavoro di Caligari, "Non essere
cattivo", passando per il fantasy di Garrone, "Il racconto dei racconti",
fino ad arrivare al recente horror "The end?L'inferno fuori" del
promettente Daniele Misischia, nei cinema italiani è arrivato, il 31 gennaio,
il film epico che tenta di ricostruire il mito di Romolo e Remo. Il progetto è
ambizioso e coraggioso e ciò si nota fin dalla prima scena che vede il Tevere
straripare. L'opera cinematografica, perciò, si prende i suoi rischi: il sangue,
vi assicuro, scorre come poche volte di recente nei cinema nostrani, il film è
brutale, crudo; tantissime le scene di combattimento. La fotografia a luce naturale
del grandissimo Daniele Ciprì (leggenda della commedia nera e della satira italiana
insieme al collega e amico Franco Maresco) è favolosa e regala tagli di luce memorabili.
Ci sono momenti, dove si tende quasi all'horror o al mistico, grazie a una
straordinaria Tania Garribba nella parte della sacerdotessa - vedere per
credere. Alessandro Borghi (magnifico in film come il già citato "Non
essere cattivo" e "Sulla mia pelle", dove interpretava Stefano
Borghi) firma l'interpretazione della vita (almeno per il momento: film dopo
film riesce a migliorare e a superarsi), confermandosi come migliore attore
italiano della sua generazione, insieme al collega Luca Marinelli. Gli attori,
inoltre, recitano per tutta la durata della pellicola in proto - latino e ciò
rende il tutto ancora più realistico e magico, riuscendo a trasportare lo
spettatore indietro nel tempo (ma nessun problema, per questo ci sono i
sottotitoli). Si trattano anche temi importanti e attuali come la religione, la
fede, cosa significa essere legati a una persona e a cosa porta la sete di
potere. Il film non è perfetto, s'ispira anche a diverse pellicole, tra le
quali "Revenant" con Leonardo DiCaprio e "Valhalla rising",
ma l'esperimento è andato a buon fine. Ma non voglio dire di più, vi basti
sapere che il cinema italiano ha bisogno anche del vostro aiuto per ritornare
ai fasti del passato! Questo progetto è da sostenere, il cinema di genere in
Italia può rinascere completamente; per una sera si può abbandonare
tranquillamente Netflix e correre al cinema, perché in questo caso il film vale
davvero il prezzo del biglietto.
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